Istituzioni

L’intelligenza artificiale in Senato. Le nuove tecnologie informatiche hanno migliorato (e come) il processo legislativo?
Su 115 Camere in 86 paesi, secondo il World e-Parliament Report 2024, più di due terzi si sono già dotate di strategie digitali pluriennali sull'IA. Anche il Senato italiano ha già sperimentato molto: con l'IA ha gestito milioni di emendamenti e rendicontato migliaia di ore di sedute, sviluppando applicazioni informatiche considerate oggi tra le best practice a livello internazionale. Ma in che modo hanno concretamente cambiato il lavoro parlamentare?
Intelligenza artificiale. Governance, responsabilità e privacy: perchè serve una regolamentazione?
L'UE li definisce "sistemi che mostrano un comportamento intelligente": impattano su tutte le attività umane e hanno ricadute sul piano tecnologico, giuridico, economico e sociale. Molti Paesi hanno cominciato a regolamentarli, ma la formulazione di normative complete appare una sfida. La Commissione europea, preoccupata da possibili "violazioni dei diritti fondamentali", ha disciplinato i settori a rischio "alto" o "inaccettabile". E l'Italia?
Servizi per l'infanzia. Perchè molte amministrazioni comunali non riusciranno a chiedere i fondi di cui hanno bisogno?
Bandi nazionali, finanziamenti regionali, fondi del PNRR: le risorse a disposizione dei comuni oggi sono molte, ma i potenziali beneficiari spesso non appaiono motivati a richiederle e utilizzarle. E' il caso dei fondi PNRR per gli asili nido: oltre 3.400 comuni con una grave carenza di servizi per l'infanzia non hanno partecipato ai "bandi asilo" del biennio 2020-2021. Quali sono i motivi? E cosa fare per individuare (e supportare) le amministrazioni comunali che incontrano maggiori difficoltà?
Parità vo cercando. 1946-2024, la Repubblica ha quasi 80 anni: a che punto siamo con il potere delle donne?
Tra Camera e Senato siedono oggi 203 donne, il 33,6% dei parlamentari (una percentuale superiore alla media dei Parlamenti UE27). Alla Presidenza del Consiglio, dopo 64 governi guidati da uomini, per la prima volta l'Italia ha una donna (solo altri 4 Paesi UE non hanno un uomo a capo dell'esecutivo). Dal 2023, anche il principale partito di opposizione è guidato da una donna. Ma la strada verso la parità è ancora lunga. E passa, nel 2024, anche per il rinnovo del Parlamento europeo.
Dopo la separazione. La divisione del territorio comunale aumenta (e di quanto) la partecipazione politica dei cittadini?
Per controllare i costi e garantire maggiore efficienza amministrativa, negli ultimi anni molti paesi sviluppati hanno approvato riforme territoriali che hanno determinato fusioni tra i comuni. In Italia dal 2002 a oggi il numero dei municipi è così sceso da 8.102 a 7.901. Ma cosa succede nei (rari) casi in cui i comuni si dividono? L'esperienza di cinque frazioni in Puglia che negli anni Settanta si sono separate dai loro capoluoghi.
Parità vo cercando. 1948-2022, oltre 70 anni di elezioni in Italia: a che punto siamo con il potere delle donne?
Nella I legislatura della Repubblica sono entrate in Parlamento 4 senatrici e 49 deputate: il 5% degli eletti. Nel 2022, le parlamentari hanno raggiunto il 33% e, per la prima volta nella storia del nostro paese, una donna ha assunto la carica di presidente del Consiglio. Il governo guidato da Giorgia Meloni è uno dei tre governi con il maggior numero di donne: 22. Ma a livello locale il cammino verso la parità è ancora lungo: su 20 regioni c'è una sola governatrice e ogni 100 sindaci 85 sono uomini.
In difesa delle donne. Case rifugio, priorità per i processi, codice rosa, aiuti economici: cosa fa l'Italia contro la violenza di genere?
Stalking, maltrattamenti domestici, stupri, mutilazioni genitali, femminicidio: dal primo Piano straordinario nazionale del 2015 ai tanti piani di intervento delle Regioni, negli ultimi anni gli strumenti a tutela delle donne si sono moltiplicati. L'attuazione di queste misure, però, è spesso rimessa a circolari che rendono difficile, per la vittima, conoscere gli strumenti a propria difesa (e richiederne l'applicazione). L'UVI fa il punto sulle risorse antiviolenza con la sua prima guida a misura del cittadino.
Ricostruire. L'Aquila, Pianura padana, Centro Italia: quali politiche e quante risorse per il dopo terremoto? (aggiornamento 2018)
Dalle 3.36 del 24 agosto 2016 l'Italia è alle prese con la terza grande ricostruzione in meno di dieci anni. Sul piatto, per i tre sismi, il governo ha messo finora 40,5 miliardi, di cui 1,8 nell'ultimo anno. Per cosa, come e dove verranno spesi? Il quadro normativo - 96 ordinanze e molti decreti legge, in continua modifica - è comprensibile ed efficace? Le risposte date alla popolazione rimasta senza casa sono state tempestive? L'Uvi fa il punto 92 mila scosse dopo Amatrice.
Onorevoli proposte. L’iniziativa legislativa dei gruppi parlamentari del Senato: quali i temi più seguiti (e da chi) nella XVII legislatura?
In 1.833 giorni i senatori hanno presentato 2.539 disegni di legge. Ma quali argomenti li hanno interessati di più? Giustizia e affari costituzionali sono in cima alla classifica, seguiti da sanità, cultura e pensioni. Famiglia e infanzia vengono dopo le forze armate, la sicurezza sul lavoro dopo il diritto commerciale. Commercio estero, finanza locale, Mezzogiorno ed energia sono invece i temi meno considerati: insieme non raggiungono l'1% dei ddl depositati.
In difesa della Patria. Dai soldati di leva ai militari professionisti: sta funzionando il nuovo modello delle Forze armate italiane?
Nel 2000 l'Italia ha scelto di passare a un modello militare composto di soli professionisti: meno uomini e donne (da 265 a 190 mila) ma più impegnati all'estero nelle missioni internazionali. La crisi esplosa nel 2008 e i nuovi costi del personale hanno però inciso pesantemente sulla riforma. E anche l'impegno oltre confine è stato ridotto: per il 2018 sono previste 35 operazioni in tre continenti, con un impiego medio di 6.400 militari. Erano 12mila nel 2003.
L'importante è partecipare. 1996-2017: come (e quanto) ha contribuito il Senato alla formazione delle leggi europee?
È stato il governo, fino alla XV legislatura, a scegliere e inviare al Parlamento gli atti comunitari da esaminare. Ed è stato un flusso molto discontinuo (2 documenti nel 1999, 115 nel 2000, uno nel 2002) fino a quando, nel 2006, la Commissione europea ha cambiato prassi. Oggi il dialogo Roma-Bruxelles è diretto e continuo: nella XVII legislatura il Senato ha "lavorato" 924 atti europei, di cui almeno 10 segnalati dal governo ogni settimana perchè di interesse nazionale. Come si sono organizzati i senatori per reggere il ritmo?
L'incompiuta. Come funziona in Italia la valutazione degli atti normativi? Criticità, prospettive e buone pratiche
Il ciclo della valutazione è uno strumento formidabile per il decisore politico: consente di scegliere fra opzioni alternative quella che prospetta i migliori risultati, gestire i processi attraverso cui le idee diventano azioni e le azioni producono effetti, rendere conto agli interessati, motivare i destinatari. In Italia, però, l'utilizzo di queste tecniche - AIR, VIR, MOA e consultazioni - è ancora vissuto come un mero adempimento burocratico.
Parità vo cercando. 1948-2018, settant'anni di elezioni in Italia: a che punto siamo con il potere delle donne?
Nella I legislatura della Repubblica sono entrate in Parlamento 4 senatrici e 49 deputate: il 5 per cento. Nel 2018, le parlamentari sembrano destinate a salire ben oltre il 30 per cento. Che cosa è successo nel frattempo? Su oltre 1500 incarichi di ministro, solo 78 sono andati alle donne. Nessuna è diventata presidente del Consiglio o del Senato. Le presidenze femminili di commissioni parlamentari permanenti sono state 23. Una sola donna è stata al vertice della Vigilanza Rai, due hanno presieduto l'Antimafia, nessuna il Copasir. E solo 9 donne sono diventate governatrici.
Favorevole o contrario? Meglio condizionato. Venti anni di pareri del Senato sugli atti trasmessi dal Governo
Decretazione d'urgenza, leggi di delega, esercizio del potere regolamentare: negli ultimi decenni il Governo ha allargato in maniera notevole la propria attività legislativa, ma con l'obbligo - previsto dal legislatore - di coinvolgere il Parlamento in funzione consultiva. Dal 1996 al 2016 il parere delle Commissioni parlamentari è stato chiesto 2.786 volte. Con quali risultati? In che misura i pareri del Senato sono stati accolti?
Partecipate pubbliche. Perché finora non si è riusciti a completare il censimento?
Quante sono? Chi le amministra? Che cosa fanno? E quanto guadagnano? In Italia si cerca da anni di completare la mappatura, indispensabile per mettere ordine in un sistema frammentato e poco trasparente. Nel 2014 il Commissario straordinario per la revisione della spesa ha addirittura segnalato l'esistenza di quattro diverse banche dati. Il Dipartimento del Tesoro chiede informazioni ogni anno a oltre 10 mila amministrazioni pubbliche. Ma troppe non hanno mai risposto.
In attesa di risposta. Dieci anni di interrogazioni e interpellanze in Senato: indagine su 28 mila atti di controllo parlamentare
Dal 28 aprile 2006 al 31 dicembre 2016 i senatori hanno presentato 1.271 interpellanze, 7.780 interrogazioni a risposta orale e 19.309 interrogazioni a risposta scritta, per un totale di 28.360 atti di sindacato ispettivo. Ne sono stati svolti, in tempi che mediamente si sono allungati tra la XV e la XVII legislatura, 6.913 (circa il 24%).
Ex province. Come funziona il riordino degli enti di area vasta a tre anni dalla riforma?
Hanno risorse limitate ma compiti importanti, come garantire la sicurezza di 3.226 scuole superiori frequentate da 2,6 milioni di ragazzi. Spetta a loro la manutenzione di 130mila chilometri di strade e 30mila tra ponti, viadotti e gallerie. Sono le 107 province italiane che sono state interessate nel 2014 dalla cosiddetta "riforma Delrio", una legge che ha profondamente modificato la gestione strategica del nostro territorio.
Quanto si lavora in Senato? Obiettivi, nuovi servizi e valutazione delle performance in epoca di spending review
La valutazione dei dipendenti pubblici e la qualità delle prestazioni rese ai cittadini-utenti hanno assunto, negli ultimi anni, sempre più rilievo. Il Senato non rientra nella PA ma nel 2001 ha ugualmente cominciato a misurare le sue performance: in calo il personale (-40% dal 2006), in diminuzione le risorse finanziarie (-32% in termini reali), in aumento i servizi offerti. Ecco l'ultimo report da Palazzo Madama.







