Lavoro

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Morti sul lavoro. L'uso dell'intelligenza artificiale può aiutare a disegnare politiche più efficaci per la prevenzione degli incidenti?

La mortalità sul lavoro, anche nei paesi più sviluppati, è sempre molto alta. Tra 2017 e 2023 l'Italia ha registrato 9.263 morti, e nel 2021 era all'ottavo posto tra i paesi dell'Ue27 per tasso di mortalità: 2,7 vittime ogni 100.000 lavoratori (+50% rispetto alla media europea). I governi hanno messo in campo numerose iniziative, ma gli sforzi pubblici per aumentare la sicurezza sono correttamente mirati sulle aree a più alto rischio? L'IA può offrire un importante contributo.

Senza distinzione di sesso. Il cammino delle donne italiane verso la parità dalla Costituzione a oggi

L'art.3 della Costituzione, approvato il 24 marzo 1947, ha inserito l'uguaglianza dei sessi tra i principi fondanti della neonata Repubblica. Da allora la legislazione è molto cambiata in favore delle donne: dalle garanzie lavorative alle tutele giuridiche e sociali, dalla tutela della libertà sessuale alle opportunità di accesso alla vita politica del paese. In questo la Corte costituzionale ha giocato un ruolo di primo piano: alla sua giurisprudenza e alle sue sollecitazioni sono seguite riforme fondamentali.

Lavoro. La flessibilità del mercato aumenta l'occupazione? Cosa ci dicono teorie, studi e ricerche sulle riforme degli ultimi 20 anni

Secondo le principali correnti del pensiero economico, un lavoro più flessibile risponde meglio alle esigenze di contenimento dei costi e di recupero di efficienza delle imprese. Comporta però anche la nascita di un dualismo di mercato tra lavoratori garantiti e non, incertezza del reddito, effetti depressivi sull'economia. Quanto all'occupazione, è aumentata o diminuita? E la produttività? Ecco le principali conclusioni cui sono giunti studiosi e FMI, World Bank e OCSE.

Garanzia Giovani. Il programma europeo per i NEET ha aumentato le loro probabilità di trovare un lavoro? I casi Piemonte e Sardegna

L'Italia ha il record comunitario, il 19,9% contro una media UE dell'11,5: un ragazzo su cinque non va a scuola, non lavora e non cerca nemmeno un'occupazione. È una tendenza in diminuzione (nel 2013 non facevano nulla quasi 23 maschi su 100), ma se si considerano anche i giovani inattivi tra i 25 e i 29 anni, ugualmente colpiti dalla disoccupazione (in Italia, Grecia e Spagna è oltre quota 40%), la «generazione NEET» supera i 2,2 milioni.