Economia

Oltre il monopolio. Che effetti ha avuto la liberalizzazione sullo sviluppo delle reti fisse di comunicazione elettronica?
Nel 1996 l'UE ha liberalizzato il settore delle telecomunicazioni, compreso il mercato della telefonia fissa. Grazie ai nuovi operatori, le tariffe sono diminuite in media del 20% (e del 45% in Italia). Ma la concorrenza sui prezzi sembra limitare la capacità di investimento, mentre lo sviluppo delle reti fisse e wireless richiede ingenti risorse. I governi hanno varato massicci piani di aiuti pubblici. E il mercato chiede agli operatori una minore frammentazione.
Poteri speciali. Dalla Golden Share al Golden Power: in che modo i governi controllano le imprese nazionali strategiche?
Fra il 1990 e il 2016 lo stock globale degli investimenti diretti esteri è passato da 2.254 a 26.160 miliardi di dollari. Molti governi hanno adottato meccanismi di controllo sull'acquisizione delle imprese strategiche e sugli approvvigionamenti di materie prime e prodotti industriali critici. Anche l'Unione europea ha incoraggiato gli Stati membri a rafforzare il loro quadro normativo: già 25 su 27 lo stanno facendo. E l'Italia?
L'importanza di avere buoni vicini. Un nuovo approccio per la valutazione della politica regionale europea
L'ERP è la politica-pilastro dell'Ue per fondi stanziati (351 miliardi tra 2014 e 2020) e obiettivi perseguiti (redistribuire la ricchezza tra regioni e paesi). I suoi effetti nello stimolare la crescita delle aree in ritardo di sviluppo sono però parecchio controversi. Anche a causa del (poco noto) effetto-vicinato: perchè essere circondati da regioni povere incide sull'efficacia degli interventi? Il caso del Sud Europa (compreso il nostro Mezzogiorno).
Come far rinascere i paesi spopolati? I primi risultati della Strategia nazionale per le aree interne
Ben 13,5 milioni di italiani, oltre il 20% della popolazione, vivono a più di 20 minuti dai servizi essenziali come scuole secondarie, ospedali e stazioni ferroviarie. Entro il 2027 la SNAI punta a raggiungerne 4,5 milioni, rivitalizzando 1.094 comuni situati in territori gravati da debolezza economica, bassi livelli di reddito e ricchezza, forte spopolamento, emigrazione giovanile e invecchiamento degli abitanti. Ma come ha funzionato nelle 19 aree pilota in cui è stata applicata finora?
Spendere per crescere? Trent’anni di interventi Ue per le aree depresse: l’impatto della coesione in Italia e in Europa
Con 352 miliardi di euro da distribuire nel settennio 2014-2020 per stimolare la crescita, di cui 46,5 all'Italia, la politica di coesione è il vero pilastro dell'azione europea. Ma decenni di interventi non sono bastati a cancellare le disparità economiche e sociali all'interno dell'Unione. E l'Italia si ritrova oggi con un primato non invidiabile: ha il valore più basso di sviluppo sociale nell'UE-15 e il suo Mezzogiorno è la più grande area depressa del continente. Che cosa non ha funzionato?
A parziale garanzia. Per quale livello di copertura le garanzie offerte dal Fondo centrale per le PMI si sono dimostrate più efficaci?
La difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese è un problema noto. E infatti molti paesi si sono dotati di fondi di garanzia per le PMI, offrendo garanzie (totali o parziali) in affiancamento o in sostituzione. La variabilità delle quote genera però una grande eterogeneità di trattamento e di risultati.







